top of page

Per saperne di più

L'approccio secondo cui lavoro: la Gestalt.

Cosa significa – e cosa c'è dietro – lo scopra nelle righe che seguono.

«Gestalt» è una parola tedesca difficile da tradurre. Infatti, in tutto il mondo non viene tradotta e resta invariata.

La terapia della Gestalt fu sviluppata negli anni Quaranta e Cinquanta da Fritz Perls, Laura Perls e Paul Goodman. Fa parte degli approcci umanistici e parte dal presupposto che ogni persona porti in sé la capacità di dare forma a una vita responsabile e su misura. Al centro non c'è tanto il passato in sé, quanto ciò che si avverte nel qui e ora – nel corpo, nelle emozioni e nei pensieri.

«Gestalt» significa più o meno un insieme compiuto. Certe cose nella vita, però, restano aperte: una conversazione con i genitori mai avuta, un litigio rimasto irrisolto, un addio mai davvero avvenuto.

Queste Gestalt incompiute restano attive sullo sfondo, consumano energie – e spesso ostacolano la nostra gioia di vivere, il nostro sonno, le buone relazioni e il successo professionale.

Nella Gestalt si tratta esattamente di questo:

scoprire ciò che è rimasto in sospeso, renderlo percepibile, parlarne e portarlo a compimento – chiudere la Gestalt aperta, perché si crei spazio per il nuovo e diventi possibile il cambiamento desiderato.

bottom of page